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Ecco l’industria 4.0: innovare la supply chain con la blockchainPosted by On

Supply chain con la blockchain

La gestione della supply chain (o catena di approvvigionamento) può rivelarsi un’enorme sfida per un’azienda. A seconda del prodotto, infatti, una supply chain può essere estremamente complessa e includere centinaia di passaggi che si estendono su diversi continenti e procedono per mesi al fine di condurre un prodotto dalla produzione alla vendita. Per questo l’adozione della blockchain nell’industria 4.0 può essere estremamente utile.

Prendiamo Apple, per esempio: quando incrementa la produzione prima del lancio di un nuovo prodotto usa indirettamente 1,1 milioni di lavoratori sparsi in diversi continenti. L’enorme network di organizzazioni, risorse e attività necessarie alla produzione rendono molto difficile il controllo e la supervisione di ogni passo.

Diventa evidente quindi come per qualunque compagnia di tali dimensioni controllare la qualità di ogni singola materia prima – nonché l’operato di ogni singolo lavoratore e fornitore – sia estremamente difficile, con risultati spesso deleteri sia per l’immagine dell’azienda che per la salute di lavoratori e clienti.È per questo che molti hanno cominciato a guardare alla blockchain come alla soluzione ideale per gestire la supply chain in modo più semplice e trasparente. Vediamo perché.

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Supply chain management (SCM) e opacità

Con “gestione della supply chain” (supply chain management o SCM) si intende la gestione di un flusso di beni e servizi dalla pianificazione alla consegna. Comprende il movimento e lo stoccaggio delle materie prime, l’utilizzo di fornitori e manodopera, il mantenimento dell’inventario e più generalmente la gestione dei prodotti dal punto di origine a quello di consumo.

Sempre più clienti oggigiorno vogliono supply chain trasparenti per avere la certezza di stare acquistando prodotti sicuri, autentici e che non siano stati creati per mezzo di pratiche illegali o immorali. Purtroppo però al momento la maggior parte delle supply chain sono “opache”, ovvero i vari passaggi non sono trasparenti.

Nel 2007, per esempio, Mattel fu al centro di uno scandalo quando ritirò dal mercato più di venti milioni di giocattoli, suscitando dubbi su quanto controllo avesse effettivamente sulla propria catena di approvvigionamento. Uno dei produttori cinesi di Mattel, infatti, avrebbe utilizzato vernici al piombo che rilasciano sostanze tossiche al contatto.

La stessa Apple dovette cambiare parte della propria supply chain quando vennero alla luce i numerosi suicidi a Foxconn, uno dei maggiori fornitori di Apple in Cina, colpevole di sfruttamento del lavoro.

Come se questo non bastasse, ci sono anche i problemi legati alla contraffazione delle singole componenti che vanno a costituire un prodotto. Prendiamo per esempio l’industria automobilistica: è estremamente semplice sostituire un pezzo autentico con uno contraffatto di bassa qualità, mettendo a repentaglio la vita di chi sta al volante. Si pensi per esempio ai casi di airbag contraffatti successivamente esplosi.

Come risolvere simili sviste? La blockchain nell’industria 4.0 può essere la soluzione. Gli elementi essenziali per una buona supply chain infatti sono integrità e trasparenza, esattamente gli elementi per cui la blockchain è stata creata.


Blockchain e trasparenza

Sebbene venga considerata una tecnologia complessa, il concetto che vi sta alla base è in realtà molto semplice: la blockchain è un database. Più esattamente, è un database “decentralizzato”, nel senso che è distribuito su un network invece che essere custodito e gestito da una singola organizzazione o entità. Questo significa che i dati che contiene non sono controllati o controllabili da terze parti ed è quasi impossibile manometterli perché per qualunque modifica è necessario il “consenso” di almeno il 51% del network.

Grazie alla sua stessa struttura e ai numerosi algoritmi crittografici che la proteggono, quindi, la blockchain rende superfluo “fidarsi” nel senso tradizionale, dal momento che la fiducia è garantita dal sistema stesso, non dall’affidabilità di chi vi partecipa.

Blockchain nell’industria 4.0

La chiave per una supply chain trasparente è la decentralizzazione.

Nessuna organizzazione o ente centralizzato, infatti, può garantire la trasparenza a causa sia dei propri bias sia dei problemi insiti nelle supply chain centralizzate. Come spiegato da Dr. Jutta Steiner, se la parte che controlla la supply chain è il brand stesso c’è un enorme conflitto di interesse, dal momento che, essendo l’attore principale dell’intero sistema, avrebbe interesse a divulgare solo le informazioni a proprio vantaggio. Al tempo stesso però, se ad avere il controllo è una terza parte neutrale, rimane il problema di accertarsi che tale parte sia completamente disinteressata e resistente a corruzione e abusi di ufficio.

La blockchain nell’industria 4.0 permetterebbe molteplici vantaggi per aziende e clienti, con una completa trasparenza a ogni passo, incluso uno storico perfetto del prodotto con le materie prime utilizzate e le condizioni dei lavoratori che vi hanno preso parte dalla manifattura alla vendita. Ogni volta che il prodotto passa di mano, il passaggio verrebbe documentato e salvato sulla blockchain.

Questo non garantirebbe solo una maggiore eticità nelle operazioni, ma ridurrebbe notevolmente ritardi, costi aggiuntivi ed errore umano, aumentando l’efficienza in ambiti come:

  • Tracciabilità
  • Applicazione e gestione dei contratti
  • Gestione dei danni
  • Supervisione e azione immediata in caso di eventuali materie prime contraffatte
  • Ispezione e revisione della supply chain

Sebbene la blockchain non possa risolvere tutti i problemi legati alla supply chain, al momento è decisamente la risposta più semplice e ovvia. Grandi compagnie come IBM, Walmart e UPS hanno già cominciato integrare la blockchain nell’industria 4.0 e a sperimentare con le proprie supply chain per aumentare trasparenza ed efficienza nelle proprie operazioni.

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